Eccoci al Trofeo Trialario 2019.

Conclusa ottimamente la precedente annata con l’inverno che è passato in un lampo, siamo già alla gara di Marzo.

Se quella dello scorso anno è stata davvero un battesimo per duri trialisti, immersi in ambiente montuoso in tutti i sensi, con tanto di freddo e neve, quest’anno l’inizio è stato tutt’altro.

Una potentissima primavera ha contornato questo esordio.

Per non essere in imbarazzo su cosa dire, cominciamo dal sabato.

La presenza di molti piloti a collaborare per la tracciatura delle zone è fondamentale, se poi sono davvero dinamici e volonterosi come questi del Team Piantedo, organizzati sotto la guida di Michele Barilani e con l’indispensabile aiuto di Cesare Gusmeroli, c’è più possibilità di una buona riuscita.

Vero è che non si può essere dappertutto, quindi, in una gara dallo sviluppo tecnico e geografico così vario, qualche sbavatura può capitare, ma in questo caso si parla di inezie che sono state corrette la stessa mattina della gara.

Proprio per offrire anche qualcosa di nuovo ai piloti, Michele si è dato da fare per cercare terreni ancora non sfruttati, e per consentire un trasferimento divertente e impegnativo e con il meno possibile di asfalto.

Se in una gara che si sviluppa su un chilometro non ci sono questi problemi e tracciare il trasferimento non è una grossa fatica, ma potrebbe essere più difficile offrire un terreno vario, se si vuole davvero spaziare, anche la fatica del tracciare il percorso diventa parecchia.

Seppure fossimo in tanti, la scelta degli ostacoli ha costretto noi a tracciare e cambiare molte veersioni delle zone.

Scelta ce n’era e molta, ma magari una tale zona veniva benissimo per gialli e rossi ma non c’erano i passaggi per le categorie medie, o viceversa c’era troppo poco per la pro o ancora nulla per loro e quindi queste continue modifiche ci hanno alla fine provato fisicamente molto.

La tracciatura è stata pensata per avere zone il più possibile rapide, anche per quello sono state eliminate le possibilità di zone dove gli ostacoli erano troppo lontani tra loro o troppo laboriosi per la rincorsa.

Non sapendo quanti fossero i partecipanti e a che livello, era necessario partire con una gara “test” ed il fatto di avere un terreno come quello di Piantedo per questo test ci ha reso le cose sicuramente più agevoli, la logistica di partenza, già abbondantemente sperimentata, era oltretutto un contorno ottimo.

Nella mattina, le operazioni di inserimento dei dati hanno creato meno attese del solito, considerando che era necessario inserire 84 piloti partenti e preparare i dati necessari ai piloti che faranno parte del Team Trialario, in ogni caso già a pochi minuti dalle ore 10 hanno comiinciato a partire i piloti.

L’avvio lento dei primi piloti, comprensibilmente timidi nell’entrare sugli ostacoli, ha poi causato il concentr,arsi di almeno 55 piloti nelle prime due zone.

Peccato che meno di dieci piloti abbianopensato di partire con la zona 4, che infatti alle 10 e 35 non era stata ancora raggiunta da alcun pilota ed era comunque facilmente raggiungibile seguendo il trasferimento o dalla partenza seguendo la strada.

Il fatto di aver seguito il flusso della maggior parte dei partecipanti ha causato dei problemi di scarso tempo a disposizione, mentre per assurdo, chi era più avanti o più indietro della moltitudine non ha trovato coda quasi da nessuna parte.

In questi casi è quasi sempre avvantaggiato chi parte tra i primi, anche se ha lo svantaggio di dover “aprire” le zone.

Tolto questo aspetto, che tutti gli anni si verifica in una gara almeno, parliamo della gara.

Prime zone in una specie di piana boscosa con pendio in ripido crescendo ricoperto di massi a dimensioni variabili, un vero campo scuola a partire dai livelli medi fino a zone da mondiale; è stato anche lì che abbiamo faticato a trovare la giusta combinazione, venendo spesso tentati dalle tante scelte di ostacoli.

Rampe e lastre per la zona tre, sempre in sottobosco. Altre due zone di sassi misti a terra, già collaudate in varie gare di regionale, zona di fiume con sassi mossi e lastre per tutte le categorie e ancora bosco.

Gli ambienti erano davvero vari.

Nelle intenzioni doveva essere una gara pù facile che impegnativa, e anzi alcuni piloti di casa, vedendo le zone, hanno pensato che fosse troppo facile.

Vedendole, perchè la maggior parte di chi ha guardato non faceva la gara, e commentava.

Se invece guardiamo i punteggi, la storia è tutta diversa.

Nella categoria dilettanti il vincitore ha girato a 14 punti, il che vuol dire che non era facile, altrimenti avrebbe girato a 2 o 3 per giro.

Se poi spieghiamo che il vincitore era Mauro Pedroncelli, riusciamo anche a renderci conto di come mai ha girato a quei livelli.

Ricordiamo che in tempi passati ha già occupato il primo gradino del podio e in questa gara di casa ben figura davanti al suo pubblico.

Favorito dal conoscere il terreno solo in parte perchè molte zone sono state tracciate ampliando i confini dei loro punti di allenamento e spostando diversi quintali di legna (con lui impegnatoin prima persona nei lavori fino alla sera del sabato).

A seguire troviamo Carlo Formenti, con la sua nota Sherco primi anni 2000 ma con restyling tipo tuning e che si è fatto notare sulle zone per la guida saltellante.

Sergio Bellati chiude il podio, meritatamente, riuscendo bene a limitare gli errori e soffiando il 3° posto a Molteni, stesso punteggio ma con 3 passaggi a zero in meno.

Si deve anche calcolare che, nella previsione dei tracciatori, chi sposta con disinvoltura ruota anteriore e posteriore è da collocare nel percorso verde.

Il fatto di avere in gara con i dilettanti piloti che senza fatica potrebbero fare la classe superiori abbassa i punteggi dei primi di parecchio.

Discorso analogo per la categoria amatori, dove però, a vincere è stato uno stratosferico Parolo, già autore di prestazioni del genere ma che da parecchio non vedevamo a questi livelli.

Dopo una gara senza sbavature riesce ad aggiudicarsi la vittoria nonostante ci fossero sul suo percorso piloti spaventosamente agguerriti e ben più allenati.

Il primo di questi nemici agguerriti è Basile, che con i suoi trascorsi finalmente troviamo in una categoria a lui indicata, identico punteggio di Parolo ma con meno passaggi a zero sottrae comunque il secondo posto a Paolo Ruffoni, uno dei giovani allenati da Fistolera e già pronto a dare noie ai mattatori di questa Amatori.

Ben quattro i piloti a 20 punti, favorito dagli zeri é Pomi, vincitore dei gialli 2018, poi Armanasco decisamente più competitivo dello scorso anno, Canclini Samuele anche lui molto composto e Mirko Combi che si toglie la soddisfazionedi fermarsi a soli due punti dal plurititolato Basile.

Solo un punto in più per Marelli Bellotti, graditissimo ritorno al Trialario dove una dozzina abbondante di anni fa si era conquistato la categoria rossa vincendo nei blu, mostra ancora una guida composta e precisa ma lo apprezziamo soprattutto per la compostezza di comportamento che lo accompagna ormai da una vita.

Grande attesa nella expert dove il ritorno di Balossi si sarebbe scontrato con un Delli Paoli senza penalità aggiuntive.

Vince invece Bonvini, atletico come lo avevamo già visto ma evidentemente più allenato, tanto da ridurre gli sbagli al minimo e superare i primi due con parziali di 5 3 4.

Scappa a Delli Paoli qualche piede in più di quelli che prevedeva, sono tre i punti di distacco dal SuperBonvini di Piantedo.

Terzo è Balossi; dimostra di saper dire la sua anche nelle zone blu, terminando un po’ più alto essendosi affrettato per non arrivare FTM dato che era rimasto intrappolato nel fiume di coda delle prime zone.

Libero dalle penalità dello scorso anno torna ad avvicinarsi al podio Bianchini, che si piazza davanti a Pontiggia e a Loris RIva, entrambi nuovi expert.

Altri due nuovi expert entrambi di Piantedo, sono gli ottimi Ivan Barilani e Stefano Bianchi, che finiscono 8° e 11° ma più per errori banali che non per incapacità di gestire gli ostacoli più grandi.

Chiudono la colonna De Angelis e Gatti al 13° e 14° posto, il primo con danni alla moto a seguito di una caduta e Gatti che stringe i denti per finire la gara nonostante un trauma alla caviglia.

Attesa anche la novità della categoria Pro, dove finalmente la lotta coinvolge un più alto numero di piloti e anche un livello atletico maggiore.

Vince Ricki Cattaneo, vera garanzia quando si tratta di non sbagliare, ma in effetti vince per gli zeri perchè un 5 è scappato anche a lui.

Raffaele Pizzini è il pilota che lo ha fatto preoccupare, fratello di Giovanni notissimo in Valtellina, termina anche lui la gara a 8.

Al terzo posto, si piazza Michele Ruga, che approfitta di alcuni problemi capitati a Gautiero, a sua volta autore autore di un inizio fortissimo a 5 punti in tutto il primo giro.

In lieve crescendo si passa per Codega, Luca Ruffoni che vuole confrontare il suo titolo di Campione italiano Juniores con la Pro del Trialario, e Fabio Macchè.

Festa di rito per la premiazione che, profittando del bel tempo, si trasforma nella consueta raffica di gavettoni soprattutto per il festeggiato della expert, Ludo Bonvini.

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